Si spense a Venegono il 30 agosto 1954
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Il libro: LUIGI CRIPPA - Un benedettino pienamente riuscito, Il Beato A. Ildefonso Card. Schuster | ||||
Lo Schuster e Farfa. Nei mesi estivi, particolarmente afosi in Roma, i monaci di S. Paolo erano soliti avvicendarsi per un breve periodo di riposo e di distensione nella vicina abbazia di Farfa o al Castello di Sanfiano, dipendente e non lontano dal monastero farfense: là si sarebbero ristorati... lavorando. Il citato Leccisotti ricorda che erano soprattutto i giovani ad approfittarne. Questa consuetudine doveva essere l'occasione per una ben precisa scelta nella vita intellettuale e spirituale dello Schuster. Infatti, grazie a siffatte "vacanze", egli a soli 17 anni aveva acquistato non indifferenti cognizioni circa la storia e l'arte della celebre abbazia di Farfa. Anzi, tanto fu sin d'allora l'entusiasmo ch'egli nutrì verso la grandezza spirituale, storica, artistica, ecc. di quel glorioso cenobio che invece gli si presentava come una larva ed una memoria, che, nonostante la verde età, dette inizio alle ricerche col preciso scopo di risollevare un ricordo che non doveva tramontare e ripristinare una gloria ingiustamente scomparsa. Il frutto di così attento e appassionato lavoro lo si vede ben presto in pubblicazioni di vari documenti riguardanti la storia di Farfa, saggi che culminarono nel grosso tomo stampato dalla Poliglotta Vaticana nel 1921, ma che tuttora (esaurito!) resta un'insostituibile fonte per la conoscenza di quel monastero: " L'imperiale Abbazia di Farfa ".
da: A.Ildefonso Card. Schuster, "Epistolario Farfense - Romano", (a cura di Luigi Crippa), Roma 2001, 205 pp., 21x15 cm.
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