Versi moderni

 

   

 


Versi di
Eugenio Garista

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Versi di
Pantuso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          Merika

Kush osht te Merika e vjen ati
do privėlue me uj e hi.

Kush rrin sempėr atjé
han pula, mish e ve.

Puru se atjé ngė ka ēė tė bonj
sempėr mo mir se ati rron.

Ati o shurben shum o shurben pak
sempėr jasht pa tabak.

________________________

          Saturģa

Kur vete te saturģa
rribelaret gjitonia.

Saturi vohet e shkruen,
njė llibėr e merr e nj'etr e ruen.

Vren kėtu, vren kėtjé
njer ēė gjen njė tasė e re.

Na o von njė morr te kuceti
ēė na han gjth misht ka filleti.

Ket paguemi qet qet
e ket hami bukė e qepė.

Jemi gjith tė pjot me ghėvai,
tasat ngė sosen si pagłeri mai.

_______________________

          Kupilet ēė nani

Kėto kupile ēė jan nani
jan tė pjota me vixarrģ.

Matinątinet kur ngrihen
lanjin ēerin e krocin krihen.

Mo par se tė dainjin te dera
vonjin gjith ēiprin te ēera.

Pregharnjin Krishtin satė jen festa
satė ndėronjin nga dita vesta.

Kan bon gjith vestat tė shkurtura
satė i duken kupijėvet tė bukura.

Kur xhirarnjin Shumbrin ka hora
i sheh gjith me burxin te dora.

Kan zon njė brut us
se te nga shėpi ti sheh njė lus.

Vrej te ēė stat ēė kemi rron:
jati bijėt ngė mun t'i kumandonj.

Donjin tė hanjin e tė pinjin fo'
e tė shurbenj ngė do nulu mo
 

          L'America

Chi sta in America e torna qua
dovrebbe esser bollito con acqua e cenere.

Chi resta sempre lą
mangia polli, carne ed uova.

Anche se lą non ha lavoro
vive sempre meglio che  da noi.

Qua o lavori molto, o lavori poco
sempre nei campi senza tabacco.

________________________

          All'esattoria

Quando vai all'esattoria
si allarma il vicinato.

L'esattore si mette a scrivere
un registro prende e un altro ripone.

Guarda qua e guarda lą
finché trova una nuova tassa.

Abbiamo sul collo un pidocchio
che ci divora la carne migliore.

Dobbiamo pagare in silenzio
e mangiare pane e cipolla.

Siano tutti pieni di guai
le tasse da pagare non finiscono mai.

_______________________

          Le ragazze d'oggi

Le ragazze di oggidģ
sono piene di vizi.

La mattina quando si levano
lavano il viso e si pettinano.

Prima di uscire fuori casa
tutte s'incipriano la facccia.

Pregano il Signore che ci siano feste
per cambiare  ogni giorno vestito.

E si son fatte la veste pił corta
per piacere di pił  ai ragazzi.

Quando si porta la Madonna in processione
le vedi tutte con la borsetta al braccio.

Hanno preso una brutta piega:
in ogni casa vedi il lusso.

Guarda in che stato siamo ridotti:
un padre non puņ dare  ordini ai figli.

Vogliono mangiare e bere
e nessuno vuol pił lavorar
e.
 

    _________________________________________________________

     Queste semplici poesiole mi sono state dettate dal maestro muratore Eugenio Garista negli anni '60. Le prime due sono state composte da lui.
     Ricordo che mentre le scrivevo egli seguiva con viva curiositą, perché gli pareva incredibile che si potesse scrivere la lingua albanese.

     La terza penso sia di un tale Pantuso, anch'egli di San Nicola Dell'Alto.

 

 
 
 

Torna indietro