Proverbi sannicolesi

 

     
 
Tundet muri, gjo burri. Si muove il muro, ma non l'uomo.
Qisha bohet, zomra ngė shirohet. Si costruisce la chiesa, ma non si sana il cuore.
Mos u bon mėnjaj, se tė hanjin mizat. Non farti miele, che ti mangiano le mosche.
Me drun i that djiget i njomi. Con la legna secca si brucia la tenera.
Kush fėrkon pulin han ven. Chi accarezza la gallina mangia l'uovo.
Krishti dron, ngė harron. Cristo sopporta, non dimentica.
Burrė e gra, si misht e thonji.
(Burrė e grua si mish e thua).
Marito e moglie sono come la carne e l'unghia. 
Probabilmente la forma originaria č quella tra parentesi.
Graja, prifti e dhia bonjin dom te gjitonia. La donna, il prete e la capra fanno danno nel vicinato.
Me njė gur ngė bohet mur. Con una pietra non si fa muro.
Gur gur bohet njė mur. Pietra su pietra si fa un muro.
Kush e bon e gjen. Chi la fa l'aspetti.
Pula bon ven e gjelit i han bitha. La gallina fa l'uovo e il gallo ne sente il fastidio.
Mo mirė te pjeshtat e t'im biri se te shpia e t'im dhondarri. Meglio tra le pulci di mio figlio che nella casa di mio genero.
Ujėt shkatėrron verin, qerra udhin e graja burrin. L'acqua guasta il vino, il carro la strada e la donna l'uomo.
Kush ngė ka shpi ngė ka gjitoni. Chi non ha casa non ha vicinato.
Krishteri ketė lehet di herė te jeta. L'individuo dovrebbe nascere due volte.
Kur maēa ngė rre te hjurameri thot se osht pa kripė. Quando la gatta non arriva al prosciutto dice che č senza sale.
Njė herė krishti shon ka dera! Una volta sola Dio passa dalla tua porta.
Kur njeri ngė do, jetri ngė zohet. Per litigare bisogna volerlo in due.
Dėtirėt paguhen, mėkatjet qahen! I debiti si pagano, le colpe si piangono.
Nganjo dej tė ish mo mirė se jetri. Ognuno vorrebbe essere migliore dell'altro.
Bukė e hi te spia jotė. Pane e cenere, ma in casa tua.
Kush mė shan shtret mė bjen. Chi disprezza compra poi a caro prezzo.
Mos ngė ke te shpia jotė, ngė han te hera jotė. Se non hai in casa tua non mangi all'ora tua.
Horin e huej me gojė vandoje, me kombė mos e kėrko. Loda pure a parole il paese straniero, ma non mettervi piede.
Pritė gadhjur kur vjen maji. Aspetta, asino, che venga maggio.
Martesi ng’o njė copė ē’e shqepin. Il matrimonio non č un tessuto che si scuce.
Ata ēė mbiall kuerin. Quello che semini raccogli.
Gjajėpri do kjue te kriet. La serpe dev'essere colpita in testa.
Si osht fara vjen grurėt. Com'č la semente cosģ viene il grano.
Mbai fjalin e ke nderin. Mantieni la parola data ed avrai onore.
Derk e lėtirė mos i kėllit mbė shpi, se tė hanjin poēė e kusi. Porci e latini non farli entrare in casa, ché ti svuoteranno la pignatta e la pentola.
Ka fishkote kush ngė ka dhomb. Possiede biscotti chi non ha denti.
Ve uj te shoshi! Stai versando acqua in un setaccio.
Karrijarin uj me veshin! Trasporti acqua con l'orecchio.
Ghadhjurėt zhohen, vuēėt ēahen. Gli asini si azzuffano e i barili si sfasciano.
Ēė bon gjen! Quello che ha fatto lo ritrovi.
E din luga ēė ka poēa. Il mestolo sa cosa contiene la pignatta.
Graja e mirė bon burrin e mirė. La moglie saggia fa saggio il marito.
Graja e mirė bon shpinė tė bugatė. La donna saggia fa ricca la casa.
Kush ka faqe martohet. Chi ha faccia si sposa.
Barku i pjot, komba lot. La pancia piena la gamba mena.
Ha shumė e fjit pakė. Mangia molto e parla poco.
Bon mirė e harrohu, bon ligė e kvitohu. Fai del bene e dimentica, fai del male e ricordatene.
Kush shprishin gjomba mbjeth kallavrune. Chi sparge rovi raccoglie calabroni.
Shumė pula e pak ve. Molte galline, ma poche uova.
Kur kuēėka fje, mos e ngitė, se tė ze. Non toccare il can che dorme.
Mo mirė vea sot se pula menatė. Meglio un uovo oggi che una gallina domani.
Mali me malin ngė pėrqiken. Solo i monti non si scontrano fra loro.
Njera dorė lan jetren, me tė dia lahet ēera. Una mano lava l'altra e tutt'e due lavano il viso.
Amiq ishum e amiq jemi. Amici come prima.
 

 


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